Prima serata della Festa di Mezza Estate all'ex cava Madonna del Gerbido, a Carignano.
In apertura la cover band "Angeli di Strada" e poi verso le 22:50 ecco the King, Giuliano Palma e la sua band, la sua orchestra, in cui militano anche un paio di vecchie conoscenze ossia Matteo Pozzi alle tastiere ed Eugenio "Gege" Odasso alla chitarra.
Ritorniamo a vedere Giuliano, solista, la prima volta dal 2013 ed è sempre tanta roba.
Quasi due ore di concerto, senza mai abbandonare il palco. Il solito carisma da leader, tra momenti di intrattenimento con il pubblico e con le prime file di spettatori appoggiati alla transenna e canzoni che restano indimenticate e indimenticabili.
E infatti la gente già al terzo brano balla e canta come se non si fosse mai spezzato o affievolito il legame con lui e con molto del repertorio Bluebeaters.
Unico neo, forse, l'outfit del King (il colore della maglietta sotto il completo blu 😄).
Questo post è dedicato agli amici di vecchissima data che hanno seguito e amato Giuliano Palma & the Bluebeaters.
In questa serata ci hanno invece accompagnato Manu ed Elisabetta.
Contenti di averlo rivisto, ascoltato e applaudito, dall'inizio alla fine.
Perchè certi concerti sono belli grazie a chi è sul palco e grazie a chi li ascolta. E Giuliano da sempre dice che gli artisti esistono grazie al pubblico. Grazie a voi, dice. Ossia alla nostra presenza.
Il finale?
con "Messico e nuvole", sempre più veloce e i saluti finali "arrivederciiiiii...Carignanooooo".
Un salto indietro nel tempo, a quando io e Max partivamo con ogni condizioni meteo e andavamo a sentire Giuliano Palma & the BlueBeaters o gli Africa Unite.
Pioggia, neve, nulla ci fermava. Che serate, che concerti memorabili.
Lunedì 8 giugno, lunedì. Giorno difficile per chi è nato agli inizi degli anni ’70 ma l’entusiasmo e la voglia di riascoltare la SKA BEAT ORCHESTRA vince ogni dubbio. Nonostante il temporale che si abbatte su Torino verso le 20.30.
La destinazione è Oglianico, piccolo borgo tra Rivarolo Canavese e Favria. Serata conclusiva della festa per san Feliciano. Abbiamo la certezza che il concerto si faccia, sotto una tensostruttura. Si parte!
Abbiamo scoperto la Ska Beat Òrchestra qualche settimana fa, complice un amico che ora è nella band. Primo assaggio al Circolo Culturale corso Parigi, il 22 maggio. Location con i tavoli, poco spazio per ballare ma fu innamoramento a prima vista.
Quindi seconda data, Oglianico.
Ci siamo (scrivere Presenti! Non mi garba).
Il temporale è passato, il concerto inizia verso le 22.30.
Ma che gruppo è questa Ska Beat Òrchestra?
Non sono dei novellini, sono musicisti con decenni di esperienze musicali.
Ultimi loro concerti nel 2014 e ora ritornati sul palco.
Repertorio di cover che attinge a mani basse dagli Skatalites, una sezione fiati che è potente e imponente. Un impatto sonoro che fa vibrare! Una sezione fiati che fa da elemento essenziale per questa Òrchestra. Sembra che anche senza solo uno di loro il progetto non potrebbe esistere.
Skatalites ma non solo.
Si parte con Ball of fire, poi si prosegue senza interruzione con Guns of Navarone per arrivare a Lupin III (che già conosco, interpretata da Tokyo Ska Paradise Orchestra. Qui la chitarra dell’amico Gianfry si può scatenare!). Ma non è la sola colonna sonora presente in scaletta.
A questo punto arrivano le parti cantate: My boy Lollipop, Non cercare un’altra bocca, Jamaika ska e Golden love.
Da Golden love si passa a Garden of love per poi finire con Triangle.
Momento Madness con One step beyond con discesa tra il pubblico e Night boat to Cairo (con adeguato copricapo in feltro rosso) e conclusione con A shot in the dark (e qui il pensiero ai BlueBeaters anni 2000 è immediato💓).
Ancora spazio per il cantato con Ska ska Ska e un medley di canzoni di Adriano Celentano, tra cui Azzurro.
Questa è forse la parte meno coinvolgente, la voce di Alessia viene sempre coperta dall’orchestra.
Ci si avvia alla fine, le ore 00.00 sono imminenti.
Ancora spazio per Jump in the line e Tequila come bis.
Abbiamo ballato per 90 minuti, abbiamo apprezzato la professionalità di tutta la band.
Che serata!
Erano anni che non provavo, che non provavamo tante emozioni.
É lunedì, anzi ormai martedì da pochi minuti.
L’energia ricevuta e condivisa è qualcosa d'indescrivibile.
Lo so già, arriverò a casa, avrò le gambe “ballerine”, andrò a letto e non prenderò sonno per un’altra ora almeno.
Ma ne è valsa la pena. Oh sì, ne è proprio valsa la pena.
Ma non perché abbiamo rifatto qualcosa che facevamo normalmente negli anni ’90.
Perché questa band, questa orchestra è veramente coinvolgente. Sono bravi, sono professionisti. Sono un’orchestra fantastica!
Ora un po' di foto e brevi video (in versione short, perché ormai su YouTube vengono visti solo quelli e poi non ce l'avrei fatta a restare fermo per 4-5 minuti a filmare. Ho voluto godermi al massimo il concerto, ballando e ascoltando la musica).
E se non c'è "due senza tre" il prossimo appuntamento sarà giovedì 18 giugno al Vinile, in c.so Belgio a Torino.
Questa foto finale è, in realtà, stata fatta prima dell'inizio del concerto😉.
La band è costituita infatti da tre saxofoni (alto, tenore e baritono), tre trombe, due tromboni, chitarra, basso, batteria, tastiere e voce.
Aprono il sipario in perfetto orario i Rimozione che con la consueta energia concludono la loro mezz'ora con la canzone Italian ska.
Cambio palco, l'occasione per fare due chiacchiere con Dario, il cantante dei Rimozione ed ecco il turno dei Confine, gruppo che ascolto per pochi minuti. Non è il mio genere, troppo HC.
Alle 22,45 precise inizia l'Intro.
Io, Luisa, Luca, Elena e Michele siamo abbastanza avanti. Non facciamo in tempo a spostarci e veniamo praticamente centrifugati fuori dal pogo allo squillo delle trombe de “L’odore della morte” a cui seguono “Bomaye” e “La parabola dei battagghi”, proseguendo con la “Tarantella dell’ultimo bandito”.
La scaletta esplora brani dei vari album ma salta all'occhio l'essenza di St Pauli.
Il motivo lo spiega verso la fine del concerto il cantante Dema. La tifoseria organizzata del St. Pauli, pur antifascista e di sinistra, continua a mantenere una posizione di supporto a Israele nel conflitto palestinese, forse in linea con una sensibilità tedesca legata alla memoria storica dell'Olocausto e la band alla luce di queste scelte ha deciso di non suonarla più dal vivo.
L'ora e mezza di concerto scorre tra intrecci punk, ska e folk e si conclude con le note de “L’autunno rosa in 8 bit” e gli ultimi saluti tra band e pubblico .
Bella serata, in attesa del nuovo album in uscita nel novembre 2026, come annunciato dalla band pochi giorni fa.
E ora il video de La mano de Dios.
e un assaggio della Tarantella dell'ultimo bandito.
Terza data in questa settimana di quasi fine luglio per gli Originals, il progetto del 2025 di The Bluebeaters e Africa Unite.
Saltata la presenza al 'One love festival' in val Borbera, The Originals sono rimasti in Piemonte per Venaus, Lagnasco e infine Piea.
Bella location quella al campo sportivo di Piea in provincia di Asti., uno spazio fuori dal paese, una tappa del Monferrato on stage 2025, una serata del Kaptura festival 2025.
Partenza da Rivoli io, Luisa, Manu ed Elisabetta.
50 minuti e si arriva in uno degli ottimi parcheggi in prossimità. Complimenti all'organizzazione.
Nuvole di moscerini e qualche zanzara. Più apprensione che punture alla fine 😅
Alle 21.50 dopo uno spazio istituzionale inizia il concerto, che riusciamo a seguire in prima fila, a ridosso della transenna.
Partecipazione inaspettata, visto che spesso in queste occasioni l'attrattiva enogastronomica comanda.
Scaletta rivista e snellita rispetto a Trezzo, ad aprile.
Saranno 2 ore precisissimissime come direbbe Cato!
Bel concerto, che personalmente apprezzo all'inizio e alla fine.
La parte centrale continua a essere moscia, sia per le canzoni proposte (Mamma perdonami non centra nulla con questo progetto. Basta, per favore. E' una lagna penosa. Come La relatività.) sia per il ritmo delle stesse.
Basta falsetti, urletti. Basta.
Per favore.
Ho deciso di scriverlo chiaramente.
"Eh, ma allora a te non piacciono le canzoni dei BlueBeaters in italiano!"
Dai, non possiamo confrontare Messico & Nuvole, Che cosa c'è, Testarda io, Il cuore è uno zingaro con gli inediti odierni.
Certo anche canzoni tipo Come le viole erano uno strazio. Ma la voce e la presenza scenica di Giuliano faceva passare la canzone in se in secondo piano. Qui è diverso.
In ogni caso temo che per gli equilibri non sarà mai possibile tornare indietro.
Ma finito il progetto The Originals il rischio è che si perda definitivamente una parte di pubblico e che non si guadagni praticamente nessun nuovo fan.
Mio pensiero riferito ovviamente ai Bluebeaters, visto che gli Africa, a parte una brevissima parentesi anni 90 molto "elettronica", sono, da 40 anni e più, coerenti con il loro stile.
Anche il pubblico, sia a Trezzo, sia a Piea conosce e canta soprattutto il repertorio Africa Unite.
Godiamoci questo progetto, per ora. Senza aspettative per il futuro. Di cui non c'è certezza😔come discusso a fine concerto con il grande Paolo Parpaglione. Sempre genuino, affettuoso, attento con tutti.
Ah, il discorso non era sul futuro BlueBeaters, era sulla vita in generale.
Ecco la scaletta, recuperata da Manu, un po' di foto e video.
Out of Times.
Un brano senza tempo in realtà. Da oltre 25 anni, per chi segue i Bluebeaters.
"Ruggine" per saltare come già facevamo a metà anni '90
"Notti"
Perché ci sono notti che...
E concludiamo con qualche foto recuperata da Facebook
Serate che arrivano un po' improvvise, inaspettate, magari sperate. Appuntamenti che un paio di mesi fa quasi tutti non avremmo mai immaginato.
Il concerto de The Originals, la loro seconda data dopo quella a Padova al CSO Pedro è una di queste.
Un'occasione per vedere una superband che mescola lo stile, la storia musicale e personale di Africa Unite e The Bluebeaters.
Un'occasione per ritrovare molti amici con i quali si sono condivisi tantissimi concerti.
Si parte da Torino, da Genova, dalla Svizzera, da Reggio Emilia, da Milano. Ci si rivede dopo dieci anni o più.
Ore 23.20 circa. Le note tratte da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospettointroducono i dieci componenti, la potenza sonora di End Titles fa capire subito che cosa ci aspetta!
Never let you go ci strappa dal 2025 e ci riporta al 1990, all'album Ten golden Guns dei Casino Royale e poi ripresa da Giuliano Palma con i BlueBeaters.
Si prosegue con Ancora un giorno e Ora lo sai con il suo testo e ritmo "rude". Ancora un salto nel passato con Out of time.
La parte "Bluebeaters" si conclude, ora tocca a quella "Africa" ma sul palco i cambi sono lievi, a parte l'inversione alla batteria tra Count Ferdi e Mammolo e un po' di movimenti tra Cato, sir Merigo e Gonzalo con le chitarre e il basso.
Bit Crash, La storia, Il partigiano John sono i primi pezzi e poi si continua, con Bunna e Patrick che si avvicendano alla voce, si completano, lasciando anche spazio a Madaski.
La prima metà del concerto è entusiasmante. I pezzi giusti, adatti per questo progetto. Brani di oltre trent'anni o più recenti.
A un certo punto arriva a sorpresa anche Enry Allavena a dare manforte con il trombone a Parpaglione e Giotto.
Nella seconda parte dopo Toxic e Coming in from the Cold invece cala decisamente il ritmo, complice, secondo me, anche la scelta di brani meno coinvolgenti, meno adatti, in particolare La Relatività o Mamma perdonami o anche Non sei sola.
Terza e ultima parte, quella che vale la pena di seguire a ridosso della transenna.
Il primo pezzo degli Africa United, Last exit to Brixton, poi Re senza trono, There's a reward , Das Model / The Model e per finire U man right.
Ore 01:35 The Originals si abbracciano e salutano il pubblico.
Gran bel concerto, un ritorno alle origini degli Africa e dei Bluebeaters.
Un rimpianto, un sogno rimasto nel cassetto, tra me e un amico presente.
Che regalo sarebbe stato per tutti vedere sul palco durante Re senza trono anche Giuliano Palma?
Ah già! gli amici. Sì quelli da Genova, da Milano e dalla Svizzera.
In ordine sparso Chiara, Pietro, Marco, Alessandro, Valentina e da Torino Luca, Manu e Luisa.
Questo post è dedicato agli altri amici che per motivi vari non sono riusciti a esser presenti: DaddyMax, Marinella, Greta, Silvia, Francesca, Max. Alla prossima, chissà. Spero prima di altri 10 anni!
Concludo con un altro video e delle foto, come un tempo.