Inaugurazione presso La Cartiera, in via Fossano 8 della mostra fotografica dedicata a Ragazzi di Stadio di Daniele Segre, in collaborazione con I Cammelli. Si tratta dei pannelli che furono esposti sulla cancellata della Mole Antonelliana tra metà novembre e metà dicembre 2024.
Sono solo alcune delle foto presenti nel libro pubblicato nel 1979 e che dopo la scomparsa di Segre nel febbraio 2024 è stato ristampato da ETS edizioni lasciando invariati i testi delle interviste e integrando foto nuove recuperate dall'archivio personale dell’autore. Ogni foto, originale o inedita, é stata digitalizzata e restaurata.
La mostra è stata presentata da Elena Bosio Segre e Domenico Mungo, con Vincenzo Abbatantuono come moderatore.
Sono immagini iconiche, che colgono momenti della passione calcistica ultras di fine anni 70. Basterebbero le foto, senza ulteriori commenti o spiegazioni. Ho voluto raccoglierle, includendo le didascalie riferite alle interviste curate da Segre.
Il pomeriggio è poi proseguito in maniera naturale con la presentazione del nuovo libro di Domenico Mungo, Scritti teppisti. Saggi e reportage dal mondo ultras (2008-2026) , edizioni Milieu.
I paragoni tra il lavoro fatto da Segre e quello di Mungo, tra il mondo ultras del 1979 e quello del Terzo Millennio, tra gli ideali di ieri e di oggi (così, a memoria, in ordine sparso: il 2007 annus horribilis per il calcio italiano, le pay-TV, "andare allo stadio col carrello", gli striscioni ormai socialmente scorretti e molto altro) ci hanno piacevolmente accompagnato per quasi due ore. Due ore che sono volate via, senza quasi accorgercene, grazie alla piacevole dialettica di Mungo e Abbatantuono.
Sono poi contento di aver scoperto lo spazio di via Fossano 8, un luogo di aggregazione e di eventi per il quartiere (zona basso san Donato).
Tra gli eventi possibili futuri potrebbe esserci addirittura la proiezione di Ragazzi di stadio!
L'esame di maturità, nonostante i cambiamenti proposti e attuati dai Ministeri in carico durante i vari mandati rimane una tappa importante, difficile, democratica, per circa mezzo milione di studenti ogni anno.
Io ogni tanto sogno di dover rifare l'esame di maturità, sogno i periodi dell'anno tipo novembre o febbraio quando bisognava preparare quell'esame. Sogno il fatto che a marzo o aprile si dovesse iniziare studiare in modo serio alcune materie di esame. Sogno, direi...ho gli incubi.
Sogno di dover sostenere di nuovo l'esame (un pensiero talmente banale che ci hanno fatto due film su questo tema e il terzo è in uscita o è già uscito) oppure di puntare tutto su cosa potrei avere delle chance.
Notte prima degli esami un film, quasi due, sulla possibilità di dover ritornare a sostenere l'esame di maturità dopo decenni (Immaturi).
Perché anche se sei un duro, non te ne frega un caxxo del voto di maturità oppure hai studiato ogni giorno per 5 anni, hai ottenuto ottimi risultati...poi la tensione di un esame (che ora è fatto con una commissione esterna più ridotta) può creare pensieri e apprensione.
Oggi ho provato a cercare quali fossero stati i temi della maturità 1990.
Ricordo che fui intervistato da Rai3 all'uscita del primo giorno di maturità sulle scale del Liceo Cavour.
Non ricordo che tracce scelsi. Non le ricordo neppure oggi dopo averle cercate sul web.
Dopo oltre 35 anni non saprei come sostenere la prova scritta, anche se in questi anni non ho mai abbandonato la lettura e la scrittura.
Questo vuol dire che l'esame di maturità resta una tappa difficile e importante. Per chi ha 19/20 anni e per chi forse ne ha 50 o più nel caso dovesse di nuovo sostenerla.
Perché in fondo sono cambiati i tempi, i metodi di valutazione, le commissioni d'esame, il numero delle tracce del primo giorno di esame ma rimane sempre un momento che segna la vita.
Poi io, complice molta incoscienza e buona dose di menefreghismo vissi il periodo della maturità 1990 tra ore di studio (poche) e ore di cazzeggio (tante) legate alla presenza di svedesi, scozzesi, qualche brasiliano a Torino per i Mondiali.
In giro a fare festa, vendere e rivendere biglietti comprati e rivenduti con l'obiettivo di pagarci le vacanze in Spagna da metà luglio in poi.
Non potevo aspettare troppo senza vedere e fotografare le opere realizzate e inaugurate grazie al Toro club San Mauro in occasione del suo 20° anniversario di fondazione in collaborazione con l’associazione Go Art Factory.
Largo Grande Torino si trova presso piazza Europa, alle spalle del Cineteatro Gobetti.
Sono state realizzate 12 opere dedicate alla storia granata, intervallate da pannelli con i 7 scudetti vinti.
Gli artisti coinvolti sono: Osvaldo Neirotti, Wally Waser, Viviana Rametta, Jesus Salinas, Germano Casone, Tiziana Casarsa, Silvia Fornasero, Fabiana Macaluso, Chiuto, Roberta Binello, Livio D’Agostino e Betty Amicucci.
All'inaugurazione erano presenti Giancarlo Camolese, presidente onorario del Club e da giovane cittadino sanmaurese, Paolo Valerio Bacigalupo, nipote del portiere del Grande Torino e Sergio Gabetto, figlio di Guglielmo attaccante del Grande Torino. Inoltre è stato letto un messaggio inviato dalla inossidabile centenaria Susanna Egri, figlia di Egri Erbstein, storico allenatore del Grande Torino.
Un salto indietro nel tempo, a quando io e Max partivamo con ogni condizioni meteo e andavamo a sentire Giuliano Palma & the BlueBeaters o gli Africa Unite.
Pioggia, neve, nulla ci fermava. Che serate, che concerti memorabili.
Lunedì 8 giugno, lunedì. Giorno difficile per chi è nato agli inizi degli anni ’70 ma l’entusiasmo e la voglia di riascoltare la SKA BEAT ORCHESTRA vince ogni dubbio. Nonostante il temporale che si abbatte su Torino verso le 20.30.
La destinazione è Oglianico, piccolo borgo tra Rivarolo Canavese e Favria. Serata conclusiva della festa per san Feliciano. Abbiamo la certezza che il concerto si faccia, sotto una tensostruttura. Si parte!
Abbiamo scoperto la Ska Beat Òrchestra qualche settimana fa, complice un amico che ora è nella band. Primo assaggio al Circolo Culturale corso Parigi, il 22 maggio. Location con i tavoli, poco spazio per ballare ma fu innamoramento a prima vista.
Quindi seconda data, Oglianico.
Ci siamo (scrivere Presenti! Non mi garba).
Il temporale è passato, il concerto inizia verso le 22.30.
Ma che gruppo è questa Ska Beat Òrchestra?
Non sono dei novellini, sono musicisti con decenni di esperienze musicali.
Ultimi loro concerti nel 2014 e ora ritornati sul palco.
Repertorio di cover che attinge a mani basse dagli Skatalites, una sezione fiati che è potente e imponente. Un impatto sonoro che fa vibrare! Una sezione fiati che fa da elemento essenziale per questa Òrchestra. Sembra che anche senza solo uno di loro il progetto non potrebbe esistere.
Skatalites ma non solo.
Si parte con Ball of fire, poi si prosegue senza interruzione con Guns of Navarone per arrivare a Lupin III (che già conosco, interpretata da Tokyo Ska Paradise Orchestra. Qui la chitarra dell’amico Gianfry si può scatenare!). Ma non è la sola colonna sonora presente in scaletta.
A questo punto arrivano le parti cantate: My boy Lollipop, Non cercare un’altra bocca, Jamaika ska e Golden love.
Da Golden love si passa a Garden of love per poi finire con Triangle.
Momento Madness con One step beyond con discesa tra il pubblico e Night boat to Cairo (con adeguato copricapo in feltro rosso) e conclusione con A shot in the dark (e qui il pensiero ai BlueBeaters anni 2000 è immediato💓).
Ancora spazio per il cantato con Ska ska Ska e un medley di canzoni di Adriano Celentano, tra cui Azzurro.
Questa è forse la parte meno coinvolgente, la voce di Alessia viene sempre coperta dall’orchestra.
Ci si avvia alla fine, le ore 00.00 sono imminenti.
Ancora spazio per Jump in the line e Tequila come bis.
Abbiamo ballato per 90 minuti, abbiamo apprezzato la professionalità di tutta la band.
Che serata!
Erano anni che non provavo, che non provavamo tante emozioni.
É lunedì, anzi ormai martedì da pochi minuti.
L’energia ricevuta e condivisa è qualcosa d'indescrivibile.
Lo so già, arriverò a casa, avrò le gambe “ballerine”, andrò a letto e non prenderò sonno per un’altra ora almeno.
Ma ne è valsa la pena. Oh sì, ne è proprio valsa la pena.
Ma non perché abbiamo rifatto qualcosa che facevamo normalmente negli anni ’90.
Perché questa band, questa orchestra è veramente coinvolgente. Sono bravi, sono professionisti. Sono un’orchestra fantastica!
Ora un po' di foto e brevi video (in versione short, perché ormai su YouTube vengono visti solo quelli e poi non ce l'avrei fatta a restare fermo per 4-5 minuti a filmare. Ho voluto godermi al massimo il concerto, ballando e ascoltando la musica).
E se non c'è "due senza tre" il prossimo appuntamento sarà giovedì 18 giugno al Vinile, in c.so Belgio a Torino.
Questa foto finale è, in realtà, stata fatta prima dell'inizio del concerto😉.
La band è costituita infatti da tre saxofoni (alto, tenore e baritono), tre trombe, due tromboni, chitarra, basso, batteria, tastiere e voce.