mercoledì 30 settembre 2026

Settembre e il tempo che passa

 

mercoledì 30 settembre

È finito settembre.

Ogni anno mi sembra che settembre duri meno.

In realtà le settimane, i mesi volano. 

Un attimo e sarà già passata anche l’Epifania.

Mia moglie si arrabbia ogni volta che a luglio penso già alle ferie passate (e in realtà ancora da fare). 


Ma è così, almeno per me.

So che arriverà Natale e quasi non ce ne accorgeremo.

Anche già a luglio con 35 gradi. O a settembre con 25°C.


Da inizio a fine settembre mi accorgo dei cambiamenti la mattina. 

Fa buio prima. 

La gente ricomincia a vestirsi come se avesse fretta di arrivare all’autunno.

Il tempo passa. Non è una novità, lo so.


Eppure continua a sembrarmi una cosa nuova, perché incontrollabile.

Perché il tempo è una delle pochissime cose che non hanno prezzo.

Non perché valga ma perché non si può comprare, né scambiare.

Non c’è un negozio dove entrare e dire: mi dia due settimane.

Non si può chiedere un prestito di tre giorni.

Non si può restituire una giornata spesa male.

 

Il denaro, in fondo, serve anche a questo: a illuderci che quasi tutto possa essere recuperato.

Una cosa rotta si aggiusta.

Un disco, un libro perso si può ricomprare.

Un viaggio saltato si rimanda.

Il valore del tempo lo apprezza chi lo vede svanire, scorrere, sapendo che sta finendo.


Il tempo non si accumula. Non produce interessi. Non si mette da parte.

Quello che è andato è andato.


Una conversazione che non abbiamo avuto.

Una persona che non abbiamo chiamato.

Una sera passata a guardare il telefono invece di condividere qualcosa con qualcuno.

 

A fine settembre mi viene voglia di fare il conto.

Di capire dove siano finiti questi mesi.

È arrivata la fine di settembre e, per quelli della mia generazione, settembre non è mai stato soltanto settembre.

Per i nati a inizio ‘Generazione X’ la scuola incominciava il primo ottobre.

Non era solo una data sul calendario.

Fino al 30 settembre era estate. Dal primo ottobre no.

Dal primo ottobre si ricominciava. E si andava a scuola con il cappotto.

 

La cosa curiosa è che non credo che allora il tempo passasse più lentamente.

Eravamo noi a non sapere ancora quanto fosse breve tutto.

Da bambini una settimana era eterna, soprattutto a scuola.

Un’estate sembrava non finire mai. Tra giugno e settembre.

Oggi invece mi volto e trovo agosto già alle mie spalle, con le fotografie sullo smartphone che non ricordo nemmeno di aver scattato.

 

Oggi, mercoledì 30 settembre.

Mi sembra che ottobre, novembre e dicembre arriveranno come giovedì, venerdì e sabato.


È questo che mi inquieta del tempo.

Non il fatto che passi. Quello lo sappiamo.

Mi inquieta la velocità con cui trascorre mentre noi siamo a fare e pensare ad altro.

Settembre mi mette addosso una malinconia che non riesco bene a spiegare.

Non è nostalgia dell’infanzia.

Non voglio tornare bambino.

Non rimpiango il mondo di allora e nemmeno credo che prima fosse tutto meglio.

È forse anche il pensiero, il ricordo delle persone che non ci sono più.

Il pensiero, il rimpianto o il rimorso per il tempo o le occasioni perse o non sfruttate.

 

C’è tempo.

 

Questa frase l’abbiamo pronunciata e pensata tutti.

Ci sarà tempo per telefonare.

Per partire.

Per leggere quel libro.

Per vedere quella persona.

Per dire quella cosa.

Per stare più a lungo a tavola.

Per smettere di lavorare così tanto.

Per fare finalmente quello che continuiamo a dire che faremo.

Per dire "ti voglio bene", "sono fiero di te" o "ti chiedo scusa".

 

Siamo arrivati alla fine di settembre.

Tra poco sarà ottobre.

Farà ancora caldo. 

Usciremo senza cappotto, che non si usa più. 

Usciremo senza il “100 grammi”.

Passa il tempo, cambia il tempo meteorologico.


Il tempo passa, vola. Non ce ne accorgiamo. 

O meglio ce ne accorgiamo all'improvviso. Quando è passato, perso.



«Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia. Di doman non c'è certezza

«Carpe diem, quam minimum credula postero.»

 

«Sed fugit interea, fugit irreparabile tempus.»

 

«Il tempo è fuggito tanto velocemente che l'animo non è riuscito a invecchiare.»

sabato 29 agosto 2026

Destinazione Polonia

martedì 25 agosto

2026, estate torrida. Bisogna scegliere una destinazione più fresca, verso nord. La Polonia

Una tappa a Udine, due notti a Bratislava, quattro a Cracovia, tre a Varsavia, due a Breslavia, una a Graz e una a Belluno. Totale 14 notti (1070 €).

Ecco il dettaglio di viaggio (km, tratte, tempi e costi di pedaggio):

Druento - Udine (via Piacenza) 560 km in 6h30', pedaggio (1,90 + 44.40) €;
Udine - Bratislava 555 km in 6h30'. Vignette Austria 1 giorno 9.60 €, Slovacchia 10 giorni 10.80 €;
Bratislava - Cracovia, via Skalité 460 km in 5h45', pedaggio 18 zloty;
Cracovia - miniere Bochnia, lago Dobczyce - Cracovia 100 km;
Cracovia - Zalipie - Varsavia 360 km in 6h;
Varsavia - Breslavia (Wroclaw) 365 km in 4h30';
Breslavia - Graz 710 km in 8h15'. Vignette Rep. Ceca 230 Czk (9.48€) 1 g, Austria 10 gg 12,80 €;
Graz - Belluno via S.S.52 e S.S.51 375 km in 5h, pedaggio 5,70;
Belluno - Druento 505 km in 4h45', pedaggio (32,80+18,10+1,50) €

 

Totale 4025 km percorsi, 246 € di GPL pari a 306 litri a cui aggiungere circa 25 € di benzina (30 litri). 
Il costo del GPL in Slovacchia rispetto al prezzo in questo periodo in Italia (circa 0.750 €/litro in città, 0,950 €/litro in autostrada) è circa 0.85 €/litro nelle aree urbane mentre in Austria è decisamente maggiore (1.225 € in autostrada). In Repubblica Ceca il prezzo in autostrada è circa 0,900 €/litro (circa 22 CZK) mentre in Polonia circa 0.66 €/litro (circa 2.9 zloty). Questo viaggio prevede l'acquisto delle vignette per attraversare Slovenia, Repubblica Ceca e Austria. In Polonia le autostrade sono in gran parte gratuite.
Nota dolente l'assenza o quasi di distributori con GPL in territorio austriaco. All'andata tra Udine e quasi Vienna praticamente nessuna stazione, al rientro peggio ancora in quanto era pure domenica (fuori dall'autostrada in Italia non c'era possibilità di rabbocco) e quindi il viaggio Graz - Belluno è stato percorso per oltre 300 km a benzina.

Da Bratislava a Cracovia si può risparmiare la vignetta ceca entrando in Polonia da Skalité o da Chyžné.
I tempi di percorrenza si sono in alcuni casi allungati a causa di lavori lungo la rete autostradale (in Austria e Repubblica Ceca), con restringimenti di carreggiata e conseguenti code.

Esauriti i dettagli prettamente di viaggio è ora di fare il punto sull'intera vacanza.

Siamo stati molto fortunati dal punto di vista meteorologico, cielo azzurro, anzi blu fino a Cracovia, poi pioggia soprattutto nel tardo pomeriggio a Varsavia e in parte a Breslavia.

Anche la durata dei soggiorni alla fine è stata corretta. Un giorno e mezzo per Breslavia e Bratislava, due giorni pieni a Varsavia; le quattro notti a Cracovia ci hanno permesso di fare l'escursione alle miniere di sale a Bochnia, un giro in battello sulla Vistola e assistere a una partita allo stadio.

Abbiamo scelto le miniere di Bochnia rispetto a quelle di Wieliczka in quanto meno turistiche. Inoltre l'escursione dura 4 ore, con percorsi in trenino e un breve giro su una canoa.
Mi interessava poi vedere una partita allo stadio e quindi siamo andati alla gara Klub Sportowy Cracovia vs  Raków Częstochowa. Il Cracovia è uno dei club più antichi polacchi, fondato nel 1906 (come il Toro) e tra i suoi giocatori annovera l'ex granata Kamil Glik. Vittoria in rimonta per 2:1, la prima da marzo 2026. Abbiamo portato bene!

La deviazione a Zalipie ci ha, di fatto, perdere due ore. Zalipie sul web è descritto come un villaggio rurale famoso perché le case, i pozzi, le stalle e i ponti sono decorati a mano con vivaci motivi floreali. Le case sono molto sparpagliate pertanto risulta tutto dispersivo. Non ne vale la pena, anche se è sulla direzione Cracovia Varsavia.

Dopo due giorni nella tranquilla Bratislava l'impatto con Cracovia è stato forte. La piazza del mercato (Rynek Główny) la sera brulica di turisti, di piccioni, di carrozze, di taxi (Bolt, Uber o normali). Anche di giorno ovunque in centro ci sono ragazzi che propongono escursioni, ti invitano a entrare nei locali per pranzo o cena. Su Varsavia non avevamo aspettative, io temevo fosse una capitale molto dispersiva e invece è stata una piacevole sorpresa: meno turisti, meno caos, un mix di splendidi palazzi e zone con grattacieli. Infine Wroclaw, in italiano Breslavia. Ha ottenuto la nostra preferenza assoluta. Turistica ma non caotica come Cracovia, un piccolo gioiello (non solo per la presenza dei suoi oltre 500 gnomi!).

Abbiamo già deciso in fase di programmazione del viaggio di escludere i luoghi legati all'olocausto, che fossero campi di concentramento / stermino o musei tematici.

Infine, sia in Polonia in città o in autostrada non abbiamo praticamente visto auto Fiat, Alfa Romeo o Lancia. Qualche Punto, qualche Panda vecchi modelli, nessun Ducato, nessuna 500, nessuna Jeep., nessuna Pandina. Eppure a Tychy e Gliwice si assemblano migliaia di veicoli per Stellantis. Saranno mica troppo cari per gli stipendi polacchi, rispetto alla concorrenza europea o cinese?😕
Per il mio lavoro so che ogni settimana passano da noi, come azienda in cui lavoro, dei furgoni che portano 1000 kg di materiale zincato in Polonia. Mi sembra incredibile che si debba partire da Torino, fare oltre 1300 km per consegnare ferro zincato.

A Bratislava i prezzi sono come in Italia, eccetto la birra. In Polonia a parte la prima sera a Cracovia in cui abbiamo speso 130 zloty (30 €) per due piattini da asporto in Piazza del Mercato, senza bevande, poi abbiamo scoperto un ristorante economico vicino al Barbacane e abbiamo cenato lì tre sere con un piatto a testa, una birra e una bevanda (succo o vino) spendendo ogni volta 130/140 zloty. Anche a Varsavia e Breslavia stessi prezzi. Abbiamo assaggiato un po' di street food e abbiamo pranzato in un bar mleczny (bar latteria). A Graz alla fine siamo finiti in un ristorante greco. A Udine e Belluno non siamo riusciti ad assaggiare bene la cucina locale. La mancia è spesso inclusa a fine conto ( incidendo dal 7 all' 8,5%). Totale 430 €

bajgel alle noci
smalec
rurki (cialda con panna)
zapiekanka
oscypek 

Street art 
Udine
Cracovia
Varsavia
Breslavia
Motori 
E per finire un po' di noi.


MoSt PoPular

Evi

Foliage torinese

sabato 11 novembre L'idea di fotografare un albero e la variazione cromatica delle sue foglie in autunno mi venne già lo scorso anno ...