giovedì 6 agosto 2026

Guccini, 30 aforismi

giovedì 6 agosto 

Oggi è morto Francesco Guccini.


Vado controcorrente. 
Ho amato De André. 
Non amo Vasco, detesto Ligabue. 
Accetto De Gregori e Vecchioni, 
amo Paolo Conte e adoro Battiato che ho visto dal vivo finché ho potuto, ogni volta che ce ne fosse stata occasione. 
Ascolto Dalla e Nannini.

Guccini, a parte una decina di canzoni mi ha sempre annoiato e intristito.
Però ha fatto la storia della canzone italiana.
Soprattutto valutando il livello degli ultimi 10-15 anni.

Una decina di canzoni, forse venti. Che voglio ricordare qui.

A seguire in ordine alfabetico secondo il titolo della canzone. 
Una mia assoluta e personale selezione di frasi.
La prima strofa, l'ultima, a metà. 
Canzoni che raccontano di città, di persone note o comuni, di professioni tipo l'Antologia di Spoon River, di fatti tristi, anzi tragici, che hanno colpito l'umanità, una nazione, una persona, nominano Dio e il buon vino e lasciano a noi l'interpretazione e la scelta. 

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E allora, com'è tutto uguale in Argentina! Oppure, chissà com'è fatta l'Argentina,
e allora... "Don't cry for me, Argentina" (Argentina)

 

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:

è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento (Auschwitz)

 

Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale,

Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna e in odor di Toscana (Bologna)

 

Fa niente, danno in TV un programma intelligente,

ci vuole un tè aromatico e bollente (Canzone per Anna)

 

Signor Colonnello, sono Ernesto, il Che Guevara.

Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo (Canzone per il Che)

 

Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio ?" Le risate più pazze,

le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze (Canzone per Piero)

 

Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi,

voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi (Canzone per un’amica)

 

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un'altra vita;

se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l'avete già tradito

e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso (Cirano)

 

Ma penso che questa mia generazione è preparata

a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,

ad un futuro che ha già in mano,

a una rivolta senza armi (Dio è morto)

 

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell'LSD,

tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak (Eskimo)

 

Tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,

religione del tirare tardi e aspettare mattino (Farewell)

 

La religiosa sonnolenza d' un orto (Giorno d’estate)

 

Il tre dicembre del trentanove a stare al mondo volli provar:

mio padre uomo ligio al partito nome Benito mi volle dar (3 dicembre del ’39)

 

Non è proprio il giorno del tuo compleanno,

però è di domenica che le feste si fanno (Il compleanno)

 

Non amo viver con tutta la gente, mi piace solo la gente "bene":

come si dice comunemente "bene si nasce non si diviene"...

c'è chi nasce per le scienze o per le arti: io sono nato solamente per i party la lalalala...lalalala (Il sociale e l’antisociale)

 

Un vecchio e un bambino si preser per mano

e andarono insieme incontro alla sera (Il vecchio e il bambino)

 

Gli elettricisti sono gente simpatica;

gli urlavano infatti "anvedi s'è forte 'sto Keaton!" (Keaton)

 

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega 

di star quassù a cantare,

godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare (L’avvelenata)

 

Lanciata a bomba contro l'ingiustizia (La locomotiva)

 

Cos'è un lager?

E' una cosa nata in tempi tristi, dove dopo passano i turisti (Lager)

 

E si immedesimano in quelle parole scritte per altre tanto tempo fa,

"Bella senz' anima", "Quando tramonta il sole",

"Suona un' armonica", "Ne me quitte pas", "Ne me quitte pas"(Le ragazze della notte)

 

Per fare un uomo ci voglion vent'anni,

per fare un bimbo un'ora d'amore,

per una vita migliaia di ore,

per il dolore è abbastanza un minuto (Per fare un uomo)

 

Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido d'Africa nera.

Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera.

Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia;

facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia.(Piazza Alimonda)

 

Così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui (Piccola storia ignobile)


Quando quel fumo si sparse lontano,

Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava

all'orizzonte del cielo di Praga (Primavera di Praga)

 

Ed io, burattinaio di parole, perché mi perdo dietro a un primo sole,

perché mi prende questa assurda nostalgia? (Samantha)

 

Lui biella, stantuffo, leva, muscoli, grinta, officina, sole

lei, lei quiete, chitarra, vela, segreti, donna, calore, viole,

lui bar, alcol, nicotina, capelli indietro, cravatta, bici,

lei, lei rayon, lei signorina, la permanente coi ricci (Tango per due)

 

La canzone è una scatola magica

spesso riempita di cose futili (Una canzone)

 

Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare (Venezia)

 

Ma a scuola ero scarso in latino e il "pop" non è fatto per me:

ti diplomerò in canti e in vino qui in via Paolo Fabbri 43! (via Paolo Fabbri 43)


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E alla fine ho selezionato non 10, non 20, ma addirittura 30 canzoni. 
Insomma conosco Guccini, l'ho ascoltato, l'ho apprezzato. 
Oggi mi rendo conto che amo Guccini come autore di testi, non sopporto il suo modo di cantare, il suo marcato rotacismo, quell'accento emiliano, tipico. Quell'accento che ogni volta che ascolto la pubblicità del Parmareggio mi fa rizzare i peli. 

 

#aforismi&testimusicali 

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