Vacanze estive, al solito le due settimane centrali di agosto. Le due settimane più care, più affollate e ancora torride come le precedenti.
La destinazione è una parte di Francia che non abbiamo ancora visitato, ossia Occitania e Nuova Aquitania. Geograficamente si tratta del Sud - Sud-Ovest della Francia, dal punto di vista politico e amministrativo sono le due regioni istituite a gennaio 2016.
Per rendere più chiaro il tutto ecco la mappa del nostro viaggio e a seguire il dettaglio degli spostamenti con relative distanze e costi.
Abbiamo scelto di fare due tappe intermedie, ad Avignone all'andata e Carcassonne al rientro.
Inoltre complice le previsioni meteo di temporali e piogge consistenti (e puntualmente confermate) il giorno previsto di spiaggia a Biarritz, ci siamo diretti in giornata a Pamplona.
La Francia si è ancora confermata una meta vicina, almeno per noi del Piemonte, facile da girare grazie alla rete autostradale, ricca di luoghi da visitare, dalle città ai borghi, dai castelli alle spiagge, dai fiumi e laghi alle tranquille stradine di collegamento. La Francia è bella, qualcuno dice "peccato per i Francesi!". Lo stesso credo che dicano molti stranieri dell'Italia..."peccato per gli Italiani".
Con questo viaggio abbiamo esaurito le grandi macroaree da visitare, a parte alcune città rimaste fuori da questo e da precedenti giri (mi vengono in mente Nantes, Grenoble, Reims, Le Havre, Orléans, Montpellier)...e questo mi spiace un po'.
Anche perché in Francia oltre a poter abbinare cultura, natura e relax si mangia bene! E' vero manca la varietà di formati e condimenti dei primi di pasta italiani...ma tra antipasti e secondi e dolci (ossia entrées, plats, desserts) e vini...diventa difficile rimaner delusi.
Riguardo ai Francesi, alla fine siamo sempre stati trattati in modo estremamente ospitale e con la massima disponibilità a dare informazioni o suggerimenti. Non solo in questo viaggio...
Cosa ci ha colpito di questo viaggio?
il ritorno ad Avignone, finalmente col sole (dopo una visita ad aprile 2013 sotto il diluvio primaverile che ci aveva costretto a limitare la giornata all'interno del Palazzo dei Papi);
Tolosa, con i suoi bellissimi palazzi...elegante e accogliente...una sorpresa;
Albi, vicina a Tolosa, e l'imponente cattedrale di mattoni;
Cahors e il suo ponte;
Perigueux, ottimo punto d'appoggio per visitare il Périgord;
l'escursione in barca, anzi sulla gabarre lungo la Dordogne;
i castelli di Beynac, austero e spoglio, e quello di Hautefort e i suoi arredi; il giardino di Marqueyssac, forse un po' sopravvalutato o comunque da visitare in periodi o in orari freschi e non in un torrido agosto all'ora di pranzo;
le grotte di Rouffignac e le pitture preistoriche, l'oscurità e i 13°C all'interno;
Bordeaux...ecco forse dopo tante emozioni ci aspettavamo ancora un salto di livello e invece nel complesso c'è stata una flessione....bella ma non indimenticabile;
le dune du Pilat...che ti lasciano senza fiato...non solo per la salita (utilizzando la scalinata...mentre per scendere il consiglio è lasciarsi andare, sprofondare di corsa nella sabbia in discesa...come faremmo da bambini)...dove cielo e mare azzurri si mescolano al colori mutanti della sabbia...ma anche le tracce degli incendi di luglio arrivati a ridosso della duna;
Arcachon e la sue casette colorate...un'altra sorpresa assoluta...;
Bayonne...l'atmosfera basca e le case a graticcio;
Biarritz...che poteva esser il nostro giorno di mare...e invece era una giornata simile al finale di Point Break...quindi un giro veloce prima di partire...sotto un cielo ancora plumbeo;
Pamplona, il jolly per non sprecare la giornata chiusi in camera. Bella, caratteristica, tranquilla da girare lontano dei festeggiamenti per san Fermin;
Carcassonne, la cittadella vista dal tardo pomeriggio a notte tarda (incluso il giro "Remparts et Lumières" che ci racconta le vicende di dame e cavalieri, di guerre e di troubadours).
Ho deciso di raccogliere in un video un po' delle foto in ordine sparso, con la colonna sonora di alcune canzoni francesi ascoltate a ripetizione in auto (a titolo di curiosità sono: Juliette Armanet Tu me play, AdeTout savoir, AngèleLibre, SlimaneLa recette).
Per concludere qualche nostra foto.
un affaccio in piena sicurezza
...che vento a Bayonne....
Oltre
a #Occitania e #NuovaAquitania i tag necessari sono #Provenza #Gironda
#Périgord #Dordogna #PireneiAtlantici #PaesiBaschiFrancesi #Navarra
Una cara amica deve risistemare i libri in una scaffalatura.
La struttura già aveva i ripiani sistemati per disporre in modo il più possibile ottimale i libri.
Nei mesi scorsi ha già catalogato su Excel i libri per autore e titolo ma ora deve fisicamente rimetterli sui ripiani e mi ha chiesto un criterio per disporli.
Io che sono pigro e pensando a ripiani già ad altezze diverse (cosa non sempre possibile con librerie in legno massello 😁) ho subito suggerito di metterli in ordine di altezza, magari in ordine alfabetico di autore ma in ogni caso per dimensione. Sistemando eventualmente in orizzontale i libri fuori misura.
La proposta non ha suscitato troppo interesse.
Allora sono passato sul faceto e ho suggerito la suddivisione per colore della copertina. Impresa ardua, soprattutto se l'occhio femminile coglie sfumature di grigio o di blu che per occhi umani e distratti maschili sono solo blu e grigio. E poi in che ordine di colore? secondo un proprio RAL o Pantone, secondo il cerchio cromatico?
In effetti, con un file Excel già pronto la soluzione più facile sarebbe in ordine alfabetico. Sì ma in ordine alfabetico di titolo o di autore? e in casi di autori multipli, chi prendere come dominante? il più noto (a me o ai più ) o in ordine alfabetico generico?
E' certamente un metodo rapido e immediato per trovare un libro, come in biblioteca.
Se no per sezioni o argomenti. Gialli, politica, romanzi in genere, scuola, etc....Personalmente va bene per un grosso archivio per separare gli argomenti e poi all'interno classificare per ordine alfabetico ...ma in una casa in cui i volumi sono 300-400 si rischia di complicarci la vita.
Vogliamo fare la cazzata? in ordine cronologico? Sì ma di acquisto o di uscita del libro?
Oppure per casa editrice? Ecco questo forse potrebbe esser un buon compromesso tra dividerli per altezza, colore e per argomento tenendo conto che spesso le case editrici pubblicano libri di autori e generi simili, con copertina dello stesso colore e dimensione simile.
E se no...così a casaccio...come se la biblioteca domestica fosse in continua crescita e attività!
La libreria non deve esser un pezzo di arredo, altrimenti si potrebbero usare i cartonati tipo quelli che mettono a Ikea.
La libreria deve esser viva e vissuta. Disordinata per gli altri ma precisa per te, che sai dove hai preso l'ultimo libro.
E poi il bello è anche cercare un libro e vedere, trovarne un altro. Fermarsi e sceglierlo.
Un salto indietro nel tempo, a fine Ottocento, ma rimanendo a pochi km da Torino, a Collegno.
E' il villaggio Leumann, è un quartiere commissionato dall'imprenditore svizzero Napoleone Leumann all’ingegner Pietro Fenoglio
E' la possibilità di rivedere un esempio di edilizia industriale trasformata in arte perché il complesso residenziale, in stile liberty, dotato di tutte le strutture, dalla chiesa alla scuola, dal teatro all'ufficio postale, doveva integrarsi con l'azienda di Leumann, un cotonificio.
A fine anni '70 il cotonificio chiuse, gli immobili vennero ceduti al comune
di Collegno che decise di conservare il villaggio e assegnare le abitazioni a parecchie famiglie secondo le regole di edilizia popolare. Rimangono ora 59 villini e case divisi in 120 alloggi.
Nelle foto manca la Stazionetta, di fronte all'ingresso dell'opificio. In questi mesi è inglobata nei lavori per il tratto di metropolitana.