martedì 13 ottobre 2026

arricriamuci

 domenica 11 ottobre


Un fine settimana pieno a Palermo.

Arrivo sabato mattina alle 10 all'aeroporto, bus Prestia Comandé (10 € A/R), sistemazione in via Maqueda, anticipata grazie alla gentilezza del gestore e alle 12.30 siamo al mercato di Ballarò. 

Bisogna iniziare a conoscere la città in modo deciso, così poi tutto sarà in discesa.😉

Pranzo in una delle strutture all'inizio convinti dalla formula proposta: "qui non si paga il coperto, scegliete quello che volete, alla fine vi offriamo cannolo e limoncello e se non siete soddisfatti vi alzate e ve ne andate".

Io inizio in modo deciso con 'u pani câ mèusa maritatu' ossia il panino con la milza con spolverata di caciocavallo e un piatto di stigghiola (ingrediente base sono le budella, in genere di agnello, alla griglia, ha un gusto simile agi arrosticini). Luisa prova la caponata e l'arancina con carne, spettacolare per i nostri gusti ossia con pochissimo sugo. Tutto libidinoso!

Un bicchiere di fichi d'India per sciacquare la bocca.



Il mercato è un delirio di voci e persone, ma il caso vuole che incontro un amico di Novara, che per vari motivi non vedevo da anni.
Sazi si può partire per un giro della città, che già da subito mi ha colpito. Confido a Luisa, mia moglie, che mi entusiasma di più rispetto a Catania.
E' sempre difficile e brutto fare paragoni ma è inevitabile.

Palermo ti accoglie con i suoi palazzi nelle vie pedonali come in quelle più imboscate, ti chiede attenzione con il vociare nei mercati, ti riceve in piazza dei Quattro Canti da dove puoi andare fino al porto, alla Cala, o alla Cattedrale e al palazzo dei Normanni o al teatro Massimo e al Politeama.

Tra i posti che meritano un passaggio, a costo zero: il palazzo Bonocore dalla cui terrazza si vede la bellissima piazza Pretoria e la fontana (della cosiddetta 'vergogna'), la dolceria di Santa Caterina, il giardino Garibaldi con gli alberi secolari e infine la chiesa dello Spasimo (aperta solo nei fine settimana, ultimo ingresso 13:30), oltre al Molo trapezoidale di giorno e la sera in particolare.

Cena del sabato alla Vucciria, altrettanto valida.

Domenica mattina, dopo aver assaggiato per colazione un iris facciamo una gita veloce a Mondello beach (col bus 806) e ritorno in città per altre tappe culturali e gastronomiche.
Un paio di arancine, su via Vittorio Emanuele, detto u cassaru.
Niente a che vedere con quelli di Ballarò. 

Camminando nel rione Kalsa, in zona chiesa dello Spasimo, ci sono questi murales mentre quello di Falcone e Borsellino è attualmente impalcato.
In via della Vetriera, che è una delle vie che portano alla chiesa delle Spasimo si passa davanti alla casa natale di Paolo Borsellino che ora è uno spazio (Farmacia Borsellino) gestito da volontari e fondato dal fratello di Paolo, Salvatore, nel 2015.


Concludo con le maglie dei giocatori del Palermo (anche di anni fa), alcuni prezzi promozionali per il bere e noi sul molo.


Rientro con il volo sempre WizzAir con partenza prevista alle 22 ed effettiva alle 23.15.
Pazienza per questo lieve imprevisto. 
Le emozioni che ci ha dato Palermo fanno passare in secondo piano il resto.

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